
Provo a commentare il Berlusconi IV, mi rimane difficile non perchè non abbia parole al riguardo, ma perche rimango a tratti basìto. E' l'applicazione pratica di quello che erNano va dicendo dalla vittoria elettorale, ovvero: "Ritorniamo a lavoro dopo un'interruzione di due anni". Infatti le novità non sono tantissime rispetto ad allora e quelle che ci sono lasciano esterrefatti. Una cosa va detta, e cioè che si tratta di un governo di basso profilo, dentro il quale eccetto Frattini non emerge alcuna personalità degna di rilievo. Erano auspicabili almeno un paio di tecnici di valore assoluto alla Giustizia e al Welfare...e invece nulla. Ma vediamo nello specifico:
Roberto Maroni (Min. Interno): Riprova a varcare la soglia del Viminale, dopo 14 anni con la speranza (sua) di rimanere oltre i soli sette mesi della volta precedente. Io all'epoca ancora non lavoravo in quest'ambito, ma chi c'era e c'ha lavorato a contatto lo ricorda con orrore....speriamo che col tempo sia migliorato.
Franco Frattini (Min Esteri): penso che possa far bene ha un minimo di competenza e credibilita internazionale. Sarà dura per lui essere il successore di Massimo D'Alema.
Angelino Alfano (Min.Giustizia): la prima cosa che mi viene in mente é: "chi cazz'è questo?"...la seconda è che omonimo di Franco Alfano, ovvero colui che ha composto il finale di Turandot.
Ignazio La Russa (Min.Difesa): dopo Mussolini (che era ministro della guerra) è il secondo personaggio proveniente da quella tradizione a far il ministro dei soldatini. Mi auguro di non vederlo in divisa da primo maresciallo dell'impero...e spero che non gli venga in mente di dichiarare guerra alla perfida Albione.
Giulio Tremonti (Min. Economia): il Tremonti che non tramonta...il ministro dell'Economia a prescindere, l'uomo dei conti pubblici (disastrosi) a vita. Vediamo quale saranno le sue nuove ricette della finanza creativa...e a proposito di creazioni io gli consiglierei di approntare le finanziarie come le collezioni di moda primavera/estate ed autunno/inverno.
Claudio Scajola (Min.Att.Produttive): detto anche il "Ministro Per Forza". I motivi per cui quest'uomo deve sempre avere incarichi di governo con Berlusconi, nonostante le sue incapacità conclamate, rimangono oscuri...ma anche no.
Luca Zaia (Min Agricoltura): con quel cognome e quell'aspetto non poteva che fare il contadino in passato....ministero azzeccato, forse.
Stefania Prestigiacomo (Min. Ambiente) spero che gli facciano capire che i pannelli solari servono per l'energia alternativa e non per abbronzarsi...un'altra ministra per forza, del resto c'ha i requisiti fisici per fare la ballerina di prima fila, nel mondo berlusconiano.
Altero Matteoli (Min.Infrastrutture) lo storico ministro dell'ambiente dei governi berlusconi, passa alle infrastrutture. Anche per lui, da fargli capire che per Infrastrutture si intendono le opere pubbliche e non le impalcature per quella cofana di capelli che si ritrova.
Maurizio Sacconi (MIn.Welfare) in teoria dovrebbe avere competenze specifiche. Ministero promesso e poi strappato ad AN, viene affidato ad un fedelissimo di Berlusconi che come tale rientra di diritto nella schiera dei simpaticissimi, insieme a Vito, Schifani, Bondi e Gardini.
Maria Stella Gelmini (Min. Pubblica Istruzione) un'altra emerita sconosciuta, almeno per me. Sarà stato l'aspetto da maestrina dalla penna rosa a convincere Silvio che era la persona adatta per questo posto.
Sandro Bondi (Min. Cultura): famoso per scrivere delle poesie che vengono declamate a Silvio. E' bastato questo per farlo Ministro della Cultura...a sto punto perchè non Apicella??!!
Tra i ministri senza portafogli segnato, degni di nota:
Giorgia Meloni (Min. politiche giovanili): la più borgatara de tutte...lei che per classe, stile, dizione e buone maniere ha grandemente superato la ex signora Fini e Alessandra Mussolini. Ci sarà da divertirsi sicuro...
Mara Carfagna (Min. Pari opportunità) andava piazzata per forza....e quindi ecco per lei il ministero delle pari opportunità. Sarà un trionfo di minigonne girofiga e scollature mozzafiato, tanto per far capire che più Opportuna di lei non c'è nessuno.